Remijon Pronja
Rex Anonymouse

Bregenz (A), Ku(rz)nsthalle
May-June 2014

R. Pronja, Il vuoto nello spazio, 2008, ink on paper, 30x40 cm
R. Pronja, Il vuoto nello spazio, 2008, ink on paper, 30x40 cm

R. Pronja, Il vuoto nello spazio, 2008, ink on paper, 30x40 cm

R. Pronja, Home, 2014, led light
R. Pronja, Home, 2014, led light

R. Pronja, Home, 2014, led light

R. Pronja, The game of evidence, 2010, two channel video
R. Pronja, The game of evidence, 2010, two channel video

R. Pronja, The game of evidence, 2010, two channel video

The works

Daniele Capra



Il vuoto nello spazio²

I lavori di Remijon Pronja raccontano frequentemente la condizione esistenziale dell’artista, alla presa con le difficoltà quotidiane e le insicurezze che derivano dall’incertezza economica e dal mancato riconoscimento sociale. I disegni della serie Il vuoto nello spazio² nascono quando Pronja è ancora studente in Italia a Milano, presso l’Accademia di Brera, ed è costretto a lavorare per poter pagare l’affitto e le spese scolastiche. L’artista era così costretto spesso a mancare alle lezioni dell’accademia, che erano il motivo stesso per cui continuava a fare sacrifici e a lavorare.
Era quella una condizione contradditoria, di loop apparentemente senza uscita, che testimoniava però il desiderio di fare un passo in più, di arrivare ad un obbiettivo. A metà strada tra opera e diario, quei disegni mostrano così tutti i calcoli che si fanno per conteggiare e monitorare le spese domestiche, le ore di lavoro effettuate, i soldi che si devono ricevere o che si è costretti a spendere. Ma allo stesso modo gli schizzi e gli appunti de Il vuoto nello spazio² raccontano una condizione passeggera in cui la persona lotta per arrivare allo status di artista, per rivendicare la propria libertà e lo spazio per le proprie esigenze espressive, affrancandosi dall’essere semplice studente straniero.

Home

Home sweet home, There is no place like home. La retorica sulla casa come migliore posto in cui stare, al sicuro e protetti, è smisurata. L’opera di Remijon Pronja è una parodia di tutto questo, realizzata con luce a led rossi, uno di quei tubi utilizzati solitamente per decorare le case per le feste natalizie o per le sagre paesane. Ma Home è anche un ironico statement che certifica, con il suo gusto appariscente e kitsch, come qualsiasi luogo possa essere uno spazio domestico adatto alle nostre esigenze: basta semplicemente spostare la scritta in un’altra casa per negare la pretesa unicità emotiva e relazionale che essa vorrebbe sottolineare.
In Home Pronja dimostra come le parole – ed il loro senso connotativo – sono spesso contenitori vuoti, impiegabili a seconda delle nostre esigenze senza particolare fascino. Alla lucentezza patinata delle parole l’artista sembra invece prediligere la sostanza socratica e ludica dello smascheramento.

The Evidence of Game

The  Evidence of Game è un video doppio canale in cui sono messi a confronto, in modo misterioso, due corvi che gracchiano con la vista di un interno domestico. La camera è fissa sugli uccelli, mentre l’immagine è intermittente sull’interno, dove progressivamente si zooma su una finestra. Tale movimento sembra ricondurre, ritmato dalla voce degli uccelli, verso l’esterno, mettendo in comunicazione – solo apparentemente – interno ed esterno. Ma l’opera si rivela un nonsense, un video in cui Pronja si diverte a condurre l’osservatore verso false conclusioni, verso deduzioni che non possono essere né confermate né smentite.
Chi guarda è tenuto in scacco, costretto così a farsi prendere per il naso.


The works

Daniele Capra

Il vuoto nello spazio²

The works of Remijon Pronja frequently speak about the existential condition of the artist, coming to grips with everyday struggles and with insecurities stemming from the economic precariousness and the lack of social recognition. Il vuoto nello spazio² is a series of drawings created during Pronja’s time as a student at Brera Fine Arts Academy in Milan, time when he had to work in order to pay the rent and tuition fees. Thus, the artist was often forced to sacrifice university classes, which were in fact the reason why he kept on working.
This was the contradictory condition – apparently a no-exit loop – which, however, testified the desire to take one more step further to reaching a goal. Half-way between a work and a journal, these drawings show the calculations needed to keep track of the household expenses, the daily working hours, the money to be earned or that needs to be spent. But at the same time the sketches and notes of Il vuoto nello spazio² speak of a fleeting condition during which a person struggles to reach the artist status, to claim one’s own freedom and the space for one’s own expressive needs, freeing oneself from being a mere foreign student.

Home

Home sweet home, There is no place like home. The rhetoric of home as the best place to be, feeling safe and protected is immense. Remijon Pronja’s work – a parody of all this – is created with red led lights, similar to the ones used as Christmas decorations or during local food fairs. But Home is also an ironic statement that confirms – with its blazing and kitsch taste – that every place can be a homely space suitable to our needs; you just need to move the sign to another house in order to reject the false emotional and relational distinctiveness that it seeks to highlight. In Home Pronja shows that the words- and their connotative meanings – are often empty containers that can be used according to our needs, in no particular fashion. The artists seems to prefer the playful and Socratic substance of the unmasking to the glossy sheen of the words.

The Evidence of Game

The Game of Evidence is a dual-channel video, mysteriously confronting two crows cawing with what looks like a home interior. The camera is static on the birds, while the image is intermittent on the inside, where it progressively zooms in on a window. Such movement seems to lead back – rhythmic to the birds’ voice – to the outside, connecting thus – only seemingly – the internal and the external. But the work turns out to be nonsense, a video in which Pronja likes to lead the observer to false conclusions, towards deductions that can neither be confirmed nor denied. The observer is held in check, thus forced to be made fun of.